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COSA VISITARE A QUARRATA:

I primi a insediarsi nel territorio oggi noto come Quarrata furono probabilmente i Romani, ai quali si deve anche l’etimologia del nome. Sembra infatti che, a differenza degli Etruschi, gli antichi Romani decisero di abitare la zona e di sfidare le paludi, procedendo con un’opera di bonifica del terreno. L’area fu centuriata, cioè organizzata secondo un preciso reticolo che i Romani utilizzavano per i terreni agricoli. Il nome della città deriverebbe proprio da quadrata, aggettivo latino che indicava la divisione in porzioni dell’area.

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Una delle frazioni di Quarrata, Tizzana, è particolarmente importante per la storia della città. A Tizzana, situata alle pendici del Montalbano, sorge un castello di epoca medievale: da questa posizione privilegiata, il castello e il suo borgo potevano controllare la pianura. Tizzana era così importante che, a partire dal Medioevo e ancora fino al 1959, Quarrata fu indicata proprio con il nome di Tizzana! Oggi restano poche tracce del castello, ma possiamo ancora ammirare la sua torre di guardia, oggi convertita a campanile per la chiesa di San Bartolomeo.

campanile

Nel 1959, dicevamo, la città cambia nome. Un Decreto dell’allora Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, fa sì che il toponimo di Quarrata indichi l’intera città, lasciando Tizzana unicamente a indicare il borgo medievale. In questo stesso periodo iniziano a fiorire le industrie della zona, industrie che tuttora rendono famosa Quarrata, in particolare i mobilifici e le produzioni di scope di saggina.

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A Quarrata sono presenti diverse chiese, prima fra tutte la Pieve di San Bartolomeo, consacrata già nel 1138. Nel corso dei secoli, la pieve ha subito diverse modifiche, tant’è che l’attuale facciata è in stile neoclassico. La maggior parte degli interventi di restauro, di epoca barocca e neoclassica, hanno infatti mutato l’aspetto originario di questa storica chiesa. Luogo misterioso ma affascinante, la chiesa di San Biagio a Vignole fu eretta per volere di Matilde di Canossa. Dopo secoli durante i quali ricoprì un ruolo cruciale, la chiesa è ormai in stato di abbandono, completamente avvolta dalla vegetazione spontanea. Fortunatamente, i documenti d’archivio che qui venivano custoditi fin dal 1621 sono stati trasferiti a Pistoia, presso l’Archivio Diocesano.

chiesa

Per gli amanti delle dimore storiche, Quarrata offre la splendida Villa La Magia, un’abitazione medicea. In realtà, la villa fu costruita già nel Trecento per volere della famiglia Panciatichi, ricca famiglia pistoiese il cui erede, Ferdinando Panciatichi, sarà il proprietario del grandioso Castello di Sammezzano (Reggello).

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Nel 1583, alcuni anni dopo il tracollo finanziario dei Panciatichi, i Medici prendono possesso della villa, fondamentale da un punto di vista strategico.

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Un’altra magione legata al nome dei Medici è Villa La Costaglia, edificata nel 1600 dalla famiglia Lenzoni-Medici, ancora oggi proprietaria dell’abitazione. La villa è circondata da un grande parco, in parte utilizzato per la produzione di vino e olio, caratterizzato dalla forma all’inglese, una disposizione molto in voga nel Settecento che da’ al giardino un aspetto apparentemente incolto, nascondendo al suo interno fontane, tempietti e rovine.

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Costruito negli anni Trenta del Novecento, il Teatro Nazionale di Quarrata ospita spettacoli teatrali, cinematografici e di danza. Dopo alcuni anni di chiusura, il teatro ha riaperto nel 1997 e da allora non ha interrotto la sua attività.

teatro

 

 

COSA MANGIARE A PISTOIA : 

 

LO STOCCAFISSO AL SUGO: 

 

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Un piatto di mare così laborioso che fa parte della tradizione di una città dell’entroterra come Pistoia? Ebbene sì, ed è delizioso !

I tempi di preparazione richiesti per farlo sono lunghissimi : occorrono infatti 5 giorni in ammollo e altre 3 ore di preparazione durante le quali viene sminuzzato, privato delle lische e cotto in teglia con carote, sedano, cipolla e passata di pomodoro.

Il risultato ? Giudicate voi stessi!

 

 

TARTARE DI CHIANINA:

 

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La tartare di chianina è carne cruda selezionata macinata e molto fresca, che viene condita con olio e limone . Può essere accompagnata da un’insalata di cruditè o da verdure grigliate come melanzane e zucchine.

Secondo la leggenda la tartare di carne deriverebbe dal popolo di guerrieri dell’Asia Centrale, i Tartari, che trasportavano pezzi di carne a cavallo e in questo modo la trituravano.

 

 

RIBOLLITA: 

 

Ribollita

Ingredienti della Tradizione Toscana, per un piatto che vi delizierà  :  ciuffo di cavolo nero ,cavolo verza, mazzetto di bietola,  porro, cipolla,  patate,  carote,  zucchine,  gambi di sedano , fagioli cannellini, pomodori pelati, olio extra vergine di oliva, sale e pepe, pane casalingo raffermo

 

PREPARAZIONE:

In una pentola fate rosolare la cipolla tagliata a fettine nell’olio di oliva, aggiungete via via tutte le altre verdure tagliate grossolanamente e fatele appassire piano piano per circa 10 minuti, aggiungete quindi l’acqua di cottura dei fagioli e la metà degli stessi. L’altra metà li aggiungerete dopo averli passati al setaccio. Regolate sale e pepe e fate cuocere a fuoco basso per circa due ore. A questo punto aggiungete il pane tagliato a fettine, mescolate bene e fate bollire per altri dieci minuti. Lasciate riposare e servite in piatti di coccio con un filo d’olio extra vergine d’oliva rigorosamente toscano dal gusto fruttato intenso.

 

IL CARCERATO:

 

il carcerato piatto tipico pistoia

Una ricetta della tradizione toscana è Il carcerato pistoiese.  Una pappa, realizzata mescolando il pane raffermo con il brodo di carne realizzato con le interiora di vitello. Per la cottura è necessario il tipico “coccio”, proprio per mantenere i sapori di una volta e far rivivere la tradizione ogni volta che lo si serve i tavola. E per i più golosi è possibile accompagnarlo parmigiano grattugiato e pepe nero.

La ricetta del carcerato pistoiese è nata prendendo spunto dal carcere di Santa Caterina in Brana di Pistoia, che si trovava proprio a fianco ai macelli comunali, ed era il piatto  che fornivano alla prigione  più ricco rispetto al classico pane e acqua.

 

 

MIGLIACCIO:

 

migliaccio piatto tipico pistoia

 

Non fatevi ingannare dall’aspetto, non è un dolce classico !

 

Il Migliaccio Pistoiese è  una crêpe realizzata con sangue di suino che viene mescolato con brodo di maiale ed altri ingredienti atti ad insaporire; il composto così realizzato viene messo in una padella antiaderente e scaldato a fuoco vivo, realizzando delle crepes dello spessore di 2- 3 mm che possono essere spolverate con zucchero (versione dolce) oppure con parmigiano grattugiato (versione salata), arrotolate e mangiate.

 

 

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I Comuni di Pistoia sono 22 : 

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Ricette Tipiche Pistoiesi :

 

IL MIGLIACCIO:

migliaccio piatto tipico pistoia

Non fatevi ingannare dall’aspetto, non è un dolce classico !

Il Migliaccio Pistoiese è  una crêpe realizzata con sangue di suino che viene mescolato con brodo di maiale ed altri ingredienti atti ad insaporire; il composto così realizzato viene messo in una padella antiaderente e scaldato a fuoco vivo, realizzando delle crepes dello spessore di 2- 3 mm che possono essere spolverate con zucchero (versione dolce) oppure con parmigiano grattugiato (versione salata), arrotolate e mangiate.

 

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