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COSA VISITARE A PONTE BUGGIANESE:

 

Le prime testimonianze del centro abitato di Ponte Buggianese risalgono al XVI secolo, quando inizia a formarsi un piccolo borgo non lontano da Buggiano. Nel XVII secolo, Ponte Buggianese inizia a manifestare la volontà di distaccarsi dal centro più grande, Buggiano, ma occorrerà più tempo del previsto per ottenere la propria autonomia.

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Nel XVIII secolo, con il Granduca Pietro Leopoldo, Ponte Buggianese conosce un periodo particolarmente positivo per l’economia e migliorano anche le condizioni di vita dei suoi abitanti. Il suo territorio, di base paludoso, viene bonificato e reso totalmente abitabile: grazie al Granduca, ogni famiglia della zona ha finalmente diritto a una casa. L’idillio del dominio Asburgo-Lorena viene interrotto da Napoleone Bonaparte, che dal 1799 al 1814 mantiene saldo il suo dominio sulla Toscana.

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Nel 1883, il comune ottiene finalmente il distacco da Buggiano, grazie a un Regio Decreto. Cosa visitare a Ponte Buggianese? Prima di tutto, il suo territorio. Per gli amanti del turismo naturalistico, il Padule del Fucecchio offre interessanti escursioni in bicicletta, a piedi o in barca, oltre che percorsi di birdwatching e di equitazione.

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Se invece siete interessati maggiormente all’aspetto artistico e storico della città, il consiglio è quello di visitare la Chiesa di San Michele Arcangelo, edificata nel XVII secolo. Trasformata radicalmente nel corso del ‘900, la chiesa è famosa per i suoi affreschi ad opera del pittore Pietro Annigoni, artista milanese trasferitosi in Toscana all’età di quindici anni, dove visse fino alla morte. Il celebre ciclo di affreschi raffigura scene bibliche ed evangeliche e nel 1978 la Soprintendenza per i Beni Culturali ha inserito la chiesa fra i patrimoni monumentali di grande interesse artistico.

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COSA MANGIARE A PISTOIA : 

 

LO STOCCAFISSO AL SUGO: 

 

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Un piatto di mare così laborioso che fa parte della tradizione di una città dell’entroterra come Pistoia? Ebbene sì, ed è delizioso !

I tempi di preparazione richiesti per farlo sono lunghissimi : occorrono infatti 5 giorni in ammollo e altre 3 ore di preparazione durante le quali viene sminuzzato, privato delle lische e cotto in teglia con carote, sedano, cipolla e passata di pomodoro.

Il risultato ? Giudicate voi stessi!

 

 

TARTARE DI CHIANINA:

 

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La tartare di chianina è carne cruda selezionata macinata e molto fresca, che viene condita con olio e limone . Può essere accompagnata da un’insalata di cruditè o da verdure grigliate come melanzane e zucchine.

Secondo la leggenda la tartare di carne deriverebbe dal popolo di guerrieri dell’Asia Centrale, i Tartari, che trasportavano pezzi di carne a cavallo e in questo modo la trituravano.

 

 

RIBOLLITA: 

 

Ribollita

Ingredienti della Tradizione Toscana, per un piatto che vi delizierà  :  ciuffo di cavolo nero ,cavolo verza, mazzetto di bietola,  porro, cipolla,  patate,  carote,  zucchine,  gambi di sedano , fagioli cannellini, pomodori pelati, olio extra vergine di oliva, sale e pepe, pane casalingo raffermo

 

PREPARAZIONE:

In una pentola fate rosolare la cipolla tagliata a fettine nell’olio di oliva, aggiungete via via tutte le altre verdure tagliate grossolanamente e fatele appassire piano piano per circa 10 minuti, aggiungete quindi l’acqua di cottura dei fagioli e la metà degli stessi. L’altra metà li aggiungerete dopo averli passati al setaccio. Regolate sale e pepe e fate cuocere a fuoco basso per circa due ore. A questo punto aggiungete il pane tagliato a fettine, mescolate bene e fate bollire per altri dieci minuti. Lasciate riposare e servite in piatti di coccio con un filo d’olio extra vergine d’oliva rigorosamente toscano dal gusto fruttato intenso.

 

IL CARCERATO:

 

il carcerato piatto tipico pistoia

Una ricetta della tradizione toscana è Il carcerato pistoiese.  Una pappa, realizzata mescolando il pane raffermo con il brodo di carne realizzato con le interiora di vitello. Per la cottura è necessario il tipico “coccio”, proprio per mantenere i sapori di una volta e far rivivere la tradizione ogni volta che lo si serve i tavola. E per i più golosi è possibile accompagnarlo parmigiano grattugiato e pepe nero.

La ricetta del carcerato pistoiese è nata prendendo spunto dal carcere di Santa Caterina in Brana di Pistoia, che si trovava proprio a fianco ai macelli comunali, ed era il piatto  che fornivano alla prigione  più ricco rispetto al classico pane e acqua.

 

 

MIGLIACCIO:

 

migliaccio piatto tipico pistoia

 

Non fatevi ingannare dall’aspetto, non è un dolce classico !

 

Il Migliaccio Pistoiese è  una crêpe realizzata con sangue di suino che viene mescolato con brodo di maiale ed altri ingredienti atti ad insaporire; il composto così realizzato viene messo in una padella antiaderente e scaldato a fuoco vivo, realizzando delle crepes dello spessore di 2- 3 mm che possono essere spolverate con zucchero (versione dolce) oppure con parmigiano grattugiato (versione salata), arrotolate e mangiate.

 

 

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I Comuni di Pistoia sono 22 : 

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Ricette Tipiche Pistoiesi :

 

IL MIGLIACCIO:

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Non fatevi ingannare dall’aspetto, non è un dolce classico !

Il Migliaccio Pistoiese è  una crêpe realizzata con sangue di suino che viene mescolato con brodo di maiale ed altri ingredienti atti ad insaporire; il composto così realizzato viene messo in una padella antiaderente e scaldato a fuoco vivo, realizzando delle crepes dello spessore di 2- 3 mm che possono essere spolverate con zucchero (versione dolce) oppure con parmigiano grattugiato (versione salata), arrotolate e mangiate.

 

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