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Pistoia generica con nome

COSA VISITARE A PISTOIA  :

 

Cattedrale di San Zeno

 

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Domina la grande piazza del  Duomo la Cattedrale in stile romanico che merita una visita per l’imponente facciata, decorata con strisce orizzontali di marmo bianco e nere. All’interno l’edificio è ripartito in tre navate, suddivise da colonne, mentre la copertura è a capriate lignee, con decorazione policroma trecentesca.

 

Palazzo dei Vescovi 

 

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L’antico Palazzo dei Vescovi di Pistoia è situato nella piazza del Duomo. Sul finire dell’XI secolo il Vescovo di Pistoia abbandonò l’edificio in cui abitava insieme ai canonici della cattedrale e dette inizio ad una nuova costruzione nella zona compresa tra la via Regia e la piazza antistante il Duomo. Questo palazzo si presentava come un vero e proprio fortilizio, con una possente torre angolare e la merlatura lungo tutto il suo perimetro. Il luogo prescelto era di notevole prestigio in quanto uno dei più antichi luoghi della città come ancora oggi dimostrano i reperti archeologici lì rinvenuti e visibili lungo il percorso archeologico allestito al piano interrato.

 

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Piazza della Sala

 

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La Sala, come viene comunemente chiamata dai pistoiesi, è la piazza più suggestiva della città . Situata nel cuore del centro storico, non di grandi dimensioni, per molti secoli ha svolto la funzione di piazza del mercato. Dopo un attento recupero alla fine degli anni Ottanta è diventata più elegante, con nuovi caffè, che convivono con le bancarelle di frutta e verdura che continuano a caratterizzarla.

 

 

Torre Campanaria di San Zeno

 

PISTOIA
Per ammirare dall’alto il centro storico e contemplare le verdi colline che circondano Pistoia, vale la pena salire gli oltre duecento gradini ed arrivare ai 67 metri di altezza della cella campanaria, tornata visitabile dal 2012.

Edificata intorno al Mille, prima di raggiungere le forme e l’altezza attuale si elevava su due piani scanditi dalla grandi bifore, incorniciate dai marmi bianchi e neri. Nel Trecento l’edificio venne elevato con l’aggiunta di logge sovrapposte ed arcate a tutto sesto, rivestite con marmi bicromi. Infine, nel Cinquecento, venne realizzata la cella campanaria e la cuspide che sovrasta il campanile.

 

Ospedale del Ceppo

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A pochi passi da piazza del Duomo, una chicca imperdibile, troppo spesso viene scartata quando si visita Pistoia: l’Ospedale del Ceppo, in funzione dal Duecento fino al 2013, è adesso visitabile e merita una sosta soprattutto per lo splendido fregio che caratterizza la facciata, opera della bottega dei Della Robbia (XVI secolo).

 

Percorsi sotterranei

 

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Scendendo sotto terra proprio dall’Ospedale del Ceppo, si accede al Museo Pistoia Sotterraneaseguendo l’alveo cavernoso del torrente Brana è possibile osservare la stratificazione architettonica che si è accumulata negli ultimi 600-700 anni. Un percorso spettacolare, visitabile grazie a una guida per 650 metri, per capire le attività collegate all’uso dell’acqua nella città antica.

 

Museo civico di Pistoia

 

museo civico pistoia

Il primo nucleo delle collezioni risale al 1893, mentre il museo fu ufficialmente istituito nel 1922 all’interno del Palazzo degli Anziani. Nelle sale del piano nobile fu esposta una collezione proveniente da varie istituzioni benefiche e culturali, che a loro volta avevano acquisito opere d’arte dalle congregazioni soppresse alla fine del XVIII secolo. Nel corso del tempo il patrimonio museale fu ulteriormente accresciuto grazie a importanti donazioni; per questo motivo, nel 1956 fu allestito uno spazio espositivo anche all’ultimo piano del palazzo.

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Fortezza di Santa Barbara

 

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Collocata all’angolo sud-est delle mura cittadine, fu voluta da Cosimo I de’ Medici, che la fece costruire a metà del Trecento. La pianta è caratterizzata da possenti bastioni e spesse mura a scarpata in mattoni, peculiarità che rispondono ad un’architettura militare, dove sono totalmente assenti le soluzioni decorative o formali.

 

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Giostra dell’Orso

 

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Nel giorno di San Jacopo, patrono della città,  in Piazza del Duomo si svolge un’appassionante sfida a cavallo tra i rioni storici. Già nel 1200, secondo quanto recitano i documenti, cavalieri e nobili provenienti da varie parti d’Italia si sfidavano per conquistare un drappo di stoffa e per la gloria. Oggi al torneo, concorrono tre cavalieri per ogni rione, che si sfidano a due a due cercando di abbattere con la loro lancia un bersaglio a forma di orso.

 

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Colli

 

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Pistoia ha sempre avuto una vocazione “verde”:  nel mondo è riconosciuta come una delle capitali della coltivazione di piante e fiori. Aspetto che si coglie passeggiando sulle colline che la circondano, lungo percorsi che si snodano nella natura, a pochi chilometri dal centro storico.

 

 

Terme

 

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La provincia di Pistoia, soprattutto grazie alle località di Montecatini e Monsummano, è da sempre una meta termale di livello nazionale. Le sue acque, apprezzate fin da tempi dei romani, favoriscono la depurazione del fegato e sono utili nel dismetabolismo del colesterolo, stimolando la secrezione e lo svuotamento gastrico.

 

Parco di Pinocchio

 

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D’obbligo l’omaggio a Collodi, con una visita  a questo parco, dove il percorso letterario è scandito da mosaici, edifici e sculture immerse nel verde, e permette di rivivere  gli episodi più significativi della favola. Info: pinocchio.it.

 

 

Ponte Sospeso di San Marcello Pistoiese

 

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In provincia di Pistoia un’altra attrazione imperdibile, un ponte sospeso percorribile a piedi . Il ponte è lungo ben 220 metri ed è stretto, meno di un metro. Chi soffre di vertigini dovrà trovare un po’ di coraggio per camminare a 40 metri di altezza sotto le fronde degli alberi di un fantastico bosco. Il ponte è stato costruito negli anni venti del Novecento da Vincenzo Douglas Scotti, col fine di collegare il lavoratori residenti a Popiglio con la Ferriera localizzata a Ponte alla Benedetta.

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COSA MANGIARE A PISTOIA : 

 

LO STOCCAFISSO AL SUGO: 

 

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Un piatto di mare così laborioso che fa parte della tradizione di una città dell’entroterra come Pistoia? Ebbene sì, ed è delizioso !

I tempi di preparazione richiesti per farlo sono lunghissimi : occorrono infatti 5 giorni in ammollo e altre 3 ore di preparazione durante le quali viene sminuzzato, privato delle lische e cotto in teglia con carote, sedano, cipolla e passata di pomodoro.

Il risultato ? Giudicate voi stessi!

 

 

TARTARE DI CHIANINA:

 

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La tartare di chianina è carne cruda selezionata macinata e molto fresca, che viene condita con olio e limone . Può essere accompagnata da un’insalata di cruditè o da verdure grigliate come melanzane e zucchine.

Secondo la leggenda la tartare di carne deriverebbe dal popolo di guerrieri dell’Asia Centrale, i Tartari, che trasportavano pezzi di carne a cavallo e in questo modo la trituravano.

 

 

RIBOLLITA: 

 

Ribollita

Ingredienti della Tradizione Toscana, per un piatto che vi delizierà  :  ciuffo di cavolo nero ,cavolo verza, mazzetto di bietola,  porro, cipolla,  patate,  carote,  zucchine,  gambi di sedano , fagioli cannellini, pomodori pelati, olio extra vergine di oliva, sale e pepe, pane casalingo raffermo

 

PREPARAZIONE:

In una pentola fate rosolare la cipolla tagliata a fettine nell’olio di oliva, aggiungete via via tutte le altre verdure tagliate grossolanamente e fatele appassire piano piano per circa 10 minuti, aggiungete quindi l’acqua di cottura dei fagioli e la metà degli stessi. L’altra metà li aggiungerete dopo averli passati al setaccio. Regolate sale e pepe e fate cuocere a fuoco basso per circa due ore. A questo punto aggiungete il pane tagliato a fettine, mescolate bene e fate bollire per altri dieci minuti. Lasciate riposare e servite in piatti di coccio con un filo d’olio extra vergine d’oliva rigorosamente toscano dal gusto fruttato intenso.

 

IL CARCERATO:

 

il carcerato piatto tipico pistoia

Una ricetta della tradizione toscana è Il carcerato pistoiese.  Una pappa, realizzata mescolando il pane raffermo con il brodo di carne realizzato con le interiora di vitello. Per la cottura è necessario il tipico “coccio”, proprio per mantenere i sapori di una volta e far rivivere la tradizione ogni volta che lo si serve i tavola. E per i più golosi è possibile accompagnarlo parmigiano grattugiato e pepe nero.

La ricetta del carcerato pistoiese è nata prendendo spunto dal carcere di Santa Caterina in Brana di Pistoia, che si trovava proprio a fianco ai macelli comunali, ed era il piatto  che fornivano alla prigione  più ricco rispetto al classico pane e acqua.

 

 

MIGLIACCIO:

 

migliaccio piatto tipico pistoia

 

Non fatevi ingannare dall’aspetto, non è un dolce classico !

 

Il Migliaccio Pistoiese è  una crêpe realizzata con sangue di suino che viene mescolato con brodo di maiale ed altri ingredienti atti ad insaporire; il composto così realizzato viene messo in una padella antiaderente e scaldato a fuoco vivo, realizzando delle crepes dello spessore di 2- 3 mm che possono essere spolverate con zucchero (versione dolce) oppure con parmigiano grattugiato (versione salata), arrotolate e mangiate.

 

 

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I Comuni di Pistoia sono 22 : 

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Ricette Tipiche Pistoiesi :

 

IL MIGLIACCIO:

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Non fatevi ingannare dall’aspetto, non è un dolce classico !

Il Migliaccio Pistoiese è  una crêpe realizzata con sangue di suino che viene mescolato con brodo di maiale ed altri ingredienti atti ad insaporire; il composto così realizzato viene messo in una padella antiaderente e scaldato a fuoco vivo, realizzando delle crepes dello spessore di 2- 3 mm che possono essere spolverate con zucchero (versione dolce) oppure con parmigiano grattugiato (versione salata), arrotolate e mangiate.

 

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