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La provincia di Pisa è situata nell’area centro-occidentale della Toscana; comprende un tratto di costa, ampie pianure e alcune rilievi tra cui le Colline Metallifere verso il sud della provincia. 

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La Torre pendente, simbolo di Pisa, è il monumento italiano più conosciuto al mondo. Insieme alla cattedrale e al battistero fa parte di un complesso di opere che il poeta D’Annunzio definì “Miracoli“, da cui la dizione di Piazza dei Miracoli per il luogo che le ospita. 
Motivo di tanta fama è sicuramente nella struttura inclinata della Torre a causa di un cedimento nel terreno, ma anche nella sua magnifica architettura, fatta di arcate e loggette e al cui interno 294 gradini a spirale conducono in cima a una cella campanaria da cui si gode un panorama spettacolare: a ben 56 metri di altezza dal suolo.

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E tuttavia la torre non è diventata famosa come molti credono, per la vicenda del conte Ugolino narrata nella Divina Commedia dal sommo poeta, Dante Alighieri, in cui si ricorda la prigionia del conte che, sopravvissuto ai figli incarcerati con lui, ne divorò le membra. Il conte Ugolino fu infatti imprigionato in un’altra torre, all’interno del Palazzo dell’Orologio. 

La magnificenza della Torre, attigua alla Cattedrale di Santa Maria, risalta all’interno del complesso degli edifici presenti nella piazza, che appaiono come poggiati su una nuvola di verde.
Il Battistero, cioè il luogo del battesimo cristiano, la cattedrale, simbolo di elevazione spirituale e il camposanto vecchio, luogo della destinazione finale, rappresenterebbero secondo alcune interpretazioni un calendario cosmico: nascita, vita e morte.

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La Cattedrale o Duomo e il battistero, bianchi come la neve, sono un esempio ineguagliato di romanico pisano anche se nel caso del duomo sono evidenti all’interno le influenze arabe.

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PIAZZA DEI CAVALIERI

La famosa piazza, un tempo sede del foro romano ed oggi sede di importanti strutture come l’Università Normale di Pisa, fu ordinata da Cosimo I per riqualificare la medievale Piazza degli Anziani, detta anche delle Sette Vie per il numero di strade che partono dalla piazza.
Il progetto, del 1562, è dell’architetto Giorgio Vasari.
Il nome deriva dall’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, creato dal Granduca per la difesa del Mediterraneo dalle invasioni turche.

 

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I magnifici edifici costruiti nella piazza erano proprio le sedi predisposte per l’Ordine.
Al centro della piazza si trova la statua di Cosimo I, nel ruolo di Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri, opera di Pietro Francavilla che la realizzò nel 1596.

 

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La piazza ospita alcuni fra i palazzi più belli di Pisa.

LUNGARNI E PONTI

L’Arno è il fiume che attraversa tutta la città di Pisa, così come quella di Firenze. Sono chiamate Lungarni quelle strade che costeggiano il fiume. I Lungarni di Pisa, con i loro splendidi edifici e palazzi che sorgono sopra di loro insieme ai romantici ponti, costituiscono una delle immagini più caratteristiche di Pisa. Grazie alla posizione centrale del fiume, molti hotel sono stati edificati proprio sui Lungarni, che sono quindi perfetti per i turisti che vogliono visitare la città. Consigliamo di fare una passeggiata lungo queste bellissime strade da cui si può ammirare la vista sull’arno e sulla zona circostante. Immancabili sono anche le gelaterie , pasticcerie, i ristoranti e le pizzerie situate sui Lungarni.

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LUMINARA DI SAN RANIERI

 

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La sera del 16 giugno, il giorno prima della festa del Patrono di Pisa San Ranieri, i Lungarni si trasformano in uno spettacolo suggestivo: gli splendidi edifici che vi si affacciano vengono illuminati da 70.000 luci e candele, detti “lampanini”.

 

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La grandezza dell’antica repubblica marinara di Pisa si riflette nei ponti, nei palazzi e negli interni affrescati come in un’offerta museale di grande rilievo: nel Museo dell’Opera del Duomo, in quello della Grafica, del Palazzo Reale e della Certosa. Il centro medievale è ricco di chiese, portici e locali.

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Pisa ha dato i natali a noti pittori ed è tuttora un importante centro di arte contemporanea. Vicino alla Stazione ferroviaria vanta il magnifico murale Tuttomondo di Keith Haring, mentre la fontana di piazza della Stazione è del grande Arnaldo Pomodoro.

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BORGO STRETTO E BORGO LARGO

Se passate per il centro storico di Pisa probabilmente passerete da Borgo stretto, o “il borgo”, come lo chiamano i pisani. E’ la via più caratteristica del centro, con i portici, le botteghe, i tavolini dei caffè. Lungo il percorso si incrociano palazzi edifici del XIV e XV secolo che costituirono il nucleo della Pisa antica: qui le famiglie di nobili e mercanti facevano a gara nel costruirsi il palazzetto più bello, alto, colorato. Di tutto quello splendore oggi si intravede ancora molto.

 

 

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Da via delle Colonne si accede a Piazza delle Vettovaglie, secolare luogo di mercato alimentare, in origine piazza de’ Porci. Finiti i portici di Borgo Stretto si arriva in Piazza del Pozzetto (Borgo Largo) ma prima fermatevi a vedere il tabernacolo in legno con all’interno una copia della Madonna dei vetturini di Nino Pisano.

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LE CHIESE DI PISA :

 

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA SPINA

Questa piccola chiesa, Santa Maria della Spina, è una delle più belle chiese gotiche d’Italia. Fu eretta una prima volta nel 1230, ma a causa di una posizione rischiosa e di possibili allagamenti dovuti alle piene dell’Arno, fu ricostruita nel 1871 in una posizione più rialzata.
Il nome deriva dal fatto che la chiesa custodiva una spina della corona indossata da Gesù durante la crocifissione.

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La parte esterna è in marmo, posizionato in strisce policrome. È decorata da una quantità di statue, archi, rosoni e sculture.
All’interno troviamo invece un ambiente più austero. Essendo la chiesa molto piccola, la navata è una sola. Le decorazioni all’interno sono perlopiù opera di importanti artisti locali del periodo, come Andrea Pisano e i suoi figli, Giovanni di Balduccio e Lupo di Francesco.

Indirizzo: lungarno Gambacorti

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CHIESA DI SANTO STEFANO DEI CAVALIERI

Costruita dove un tempo sorgeva l’antica Chiesa di San Sebastiano, era la Chiesa destinata ai Cavalieri.

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Il progetto è del Vasari, mentre la facciata in marmo di Carrara è opera del figliastro di Cosimo: Giovanni de’Medici. 
A fianco sorge il campanile, anch’esso Opera del Vasari.
L’impronta dell’Ordine, oltre che sulla facciata, dove campeggia lo stemma dei Cavalieri di Santo Stefano, è anche all’interno della Chiesa, dove, nella controfacciata e alle pareti si trovano bandiere turche, bottino degli scontri in mare, e resti di navi.

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Tra le opere d’arte al suo interno ricordiamo:

Le Storie di Santo Stefano papa e martire

Le tavole del soffitto (in legno intagliato e dorato) che raffigurano: la Vestizione di Cosimo I de’ Medici di Ludovico Cardi detto il Cigoli, il Ritorno della flotta dalla battaglia di Lepanto di Jacopo Ligozzi, L’imbarco di Maria de’ Medici a Livorno di Cristofano Allori, la Vittoria nell’arcipelago greco di Jacopo Chimenti detto l’Empoli e L’espugnazione della città di Prevesa di nuovo del Ligozzi.

Le acquasantiere in marmo e il pulpito di Giuseppe Fancelli

Il dipinto “La lapidazione di Santo Stefano” di Giorgio Vasari

La “Natività di Cristo” del Bronzino

 

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CHIESA DEL SANTO SEPOLCRO

La chiesa del Santo Sepolcro risale al 1138 ed è attribuita all’architetto Diotisalvi, lo stesso che lavorò al Battistero. Il nome della chiesa fu ispirato dalla crociata guidata dall’Arcivescovo di Pisa Daiberto.

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La struttura dell’edificio, a pianta ottagonale, si rifà a quella degli edifici sacri di Gerusalemme. Infatti mentre l’esterno ricorda quello che all’epoca veniva considerato il Tempio di Salomone, ovvero la moschea di Omar, l’interno riproduce il Santo Sepolcro di Gerusalemme, con otto pilastri equidistanti da cui partono altrettanti archi che terminano al vertice con una cupola piramidale.

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Nella chiesa si può ammirare una “Madonna con Bambino” del Quattrocento. Presente anche un reliquario di Santa Ubaldesca.

Indirizzo: Piazza Santo Sepolcro, Lungarno Galileo Galilei

 

 

CHIESA DI SAN FRANCESCO DE’FERRI

La chiesa di San Francesco, risalente all’XIII secolo, ma ampliata e conclusa tra il Cinquecento e il Seicento, ha avuto una storia tormentata: nel 1846 un terremoto causò il rovinoso crollo del tetto, e nel 1861 la chiesa fu sconsacrata per essere utilizzata come magazzino militare. Fu riaperta al culto solo nel 1901.

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All’interno troviamo un’unica grande navata con i 6 altari in pietra serena sistemati lungo le pareti. Opere degne di nota sono gli affreschi trecenteschi nella cappella Sardi-Campiglia e nell’aula capitolare, e il polittico di marmo di Tommaso Pisano, sopra l’Altare Maggiore.

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All’interno della chiesa vi sono anche le tombe del Conte Ugolino della Gherardesca e dei 4 figli e nipoti, protagonisti del celebre trentatreesimo canto dell’Inferno dantesco.

Indirizzo: Piazza San Francesco

 

 

CHIESA DI SAN MICHELE IN BORGO

La chiesa di San Michele in Borgo fu costruita tra il X e l’ XI secolo sulle vestigia di un tempio dedicato a Marte, ma fu modificata varie volte, in particolare a seguito dei bombardamenti del 1943-1944 che la distrussero quasi completamente, salvandone solo la facciata e l’abside.

La facciata costituisce uno dei più chiari esempi di passaggio dallo stile romanico allo stile gotico. Essa infatti è suddivisa in due parti: la parte bassa della chiesa, con i tre portali, è in stile romanico – pisano  e risale al XIII secolo, mentre la parte alta, con il rosone e i tre ordini di archetti, risale al secolo successivo e si rifà stilisticamente al gotico.
Sulla facciata, inoltre, si possono leggere scritte seicentesche dedicate all’elezione del rettore dell’Università.

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L’interno è formato da tre ampie navate. Vi si possono ammirare alcuni affreschi risalenti al XIII secolo e un crocifisso marmoreo di Nino Pisano.

Indirizzo: Borgo Stretto

 

CHIESA DI SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA

Questa chiesa è una delle più antiche della città, viene infatti menzionata già in alcuni documenti del 1211. Nel corso dei secoli è stata modificata varie volte, in particolare nel 1651, dopo che un incendio l’ebbe distrutta quasi completamente. La facciata attuale è decorata con marmi bianchi e grigi, loggette e un grande rosone centrale.

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L’interno, a croce latina, è composto da una grande navata unica.

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Degni di nota l’altare maggiore, la cattedra in legno dalla quale predicava San Tommaso d’Aquino (sulla parete destra), il monumento funebre di Gherardo di Bartolomeo e, sulla parete sinistra, il monumento funebre all’arcivescovo Simone Saltarelli, scolpito da Andrea Pisano.

Indirizzo: Piazza Santa Caterina, 5

 

EVENTI TRADIZIONALI A PISA

Pisa è una città dove lo splendore di un’antichità fiorente e le esigenze di una città moderna con una popolazione studentesca dai numeri elevati, convergono in un calendario fitto di manifestazioni ed eventi allettanti per tutti i gusti: dalle feste tradizionali, come quella per S. Ranieri, Patrono della città, o feste medievali come il Gioco del Ponte, a eventi dove la contemporaneità si sposa con un scenario di secolare bellezza. 
La maggior parte degli eventi tradizionali si svolge durante il cosiddetto Giugno Pisano, un mese di rievocazioni storiche, eventi ed iniziative culturali dedicate alle antiche tradizioni della città di Pisa.

 

 

LA LUMINARA

La sera del 16 giugno, il giorno prima del giorno dedicato a San Ranieri, Patrono di Pisa, i lungarni si vestono di luci e candele: ogni finestra e ogni portone degli splendidi edifici che adornano i Lungarni vengono illuminati con più di settantamila lumini, in vernacolo detti “lampanini”. L’effetto è unico e indescrivibile, migliaia di persone attraversano i ponti e i sontuosi lungarni in uno scenario da fiaba. Per completare la suggestione quando la notte scende vengono sparati i fuochi d’artificio in un incantevole spettacolo pirotecnico. Curiosità: l’unico monumento illuminato come gli edifici sui Lungarni ma al di fuori delle rive dell’Arno è la Torre Pendente.

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REGATA DI SAN RANIERI

Il 16 giugno, per la festa di San Ranieri, patrono della città, si tiene una storica regata sull’Arno, il fiume che attraversa Pisa. A contendersi il Palio, che ha le sue radici nel Medioevo, sono le barche dei quattro quartieri del centro storico pisano: Santa Maria, San Francesco, San Martino e Sant’Antonio, ognuno contraddistinto dai tipici colori: bianco e rosso per San Martino, bianco e verde per Sant’Antonio, bianco e blu per Santa Maria e bianco e giallo per San Francesco.

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GIOCO DEL PONTE

Il Gioco del Ponte è una festività tradizionale medievale che si tiene ogni estate sul Ponte di Mezzo a Pisa.
Il gioco mette in scena la battaglia tra i quartieri pisani riuniti nelle Parti di Mezzogiorno e Tramontana
Per vincere, ogni Parte deve spingere il carrello verso la Parte avversaria. Il gioco finisce quando si riesce a far cadere la bandiera avversaria.

Gioco-del-PonteQuartieri della Parte di Tramontana (nord dell’Arno):

Santa Maria , San Francesco, San Michele , Mattaccini ,Satiri, Calci.
Quartieri della Parte di Mezzogiorno (sud dell’Arno):

Sant’Antonio, San Martino, San Marco, Leoni, Dragoni, Delfini

 

 

REGATA STORICA DELLE REPUBBLICHE MARINARE

Questa regata si svolge ogni anno a turno in una delle città che vi partecipano, ovvero le 4 antiche Repubbliche Marinare: Amalfi, Genova, Venezia e Pisa. 
Quindi, si svolge nella città di Pisa solo una volta ogni 4 anni
La Regata è preceduta da un corteo con figuranti che ripropongono personaggi storici e leggendari della tradizione di ogni città. 
Uno dei personaggi più importanti del corteo della città di Pisa è Kinzica de’ Sismondi, eroina pisana che, secondo la leggenda, salvò la città dai pirati saraceni.

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