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massa carrara generica con nome

 

MASSA : 

 

 

Massa (70,000 abitanti, 65 metri sul livello del mare) si trova tra le Alpi Apuane e il mare lungo il corso del torrente Frigido, la città è formata da una parte antica risalente al medioevo, quando fu fondata come centro fortificato. La città ebbe notevole sviluppo nel XVI secolo, quando fu governata dai Cybo-Malaspina come ducato autonomo. Nel 1741 il ducato di Massa e Carrara passò sotto il controllo degli estensi entrando a far parte del Ducato di Modena e Reggio.

La città ha un nucleo storico cinquecentesco dominato dall’imponente Rocca edificata dai Malaspina tra il XV e il XVI secolo. 

 

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La Rocca è formata da un nucleo centrale di origine medievale e da un vasto palazzo rinascimentale con sale affrescate circondato da mura e bastioni. Fuori dalla Rocca si trova la chiesa di San Rocco dov’è custodito un crocifisso ligneo ritenuto un opera giovanile di Michelangelo.

Crocifisso-Massa-Rocca

Oggi Massa ha il suo centro nella piazza degli Aranci, ricca di piante di arancio, sulla quale si affaccia il Palazzo Ducale dei Cybo-Malaspina.

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Al centro della piazza si trova una fontana-obelisco del 1853. Il palazzo Ducale fu eretto nel XVII secolo come residenza ducale, la facciata del palazzo è opera di Alessandro Bergamini, al suo interno sono un ninfeo e alcune sale affrescate.

 

Massa Palazzo Ducale dei Cybo-Malaspina

 

Poco oltre il palazzo Ducale, alla fine della via Dante Alighieri, si trova la Cattedrale, che custodisce il sepolcreto Cybo-Malaspina e dei vescovi di Massa. Fondata nel XIV secolo fu ricostruita nel XVII secolo, la facciata fu rinnovata nel 1936, l’interno delle cattedrale è in stile barocco.

 

DUOMO MASSA

 

 

Delle antiche mura che circondavano la città restano diversi tratti e tre porte: la Porta del Salvatore o Portone, la Porta Martana, e la Porta Quaranta.

 

PORTA QUARANTA

 

A circa 3 km dal centro città in direzione di Marina di Massa, centro balneare lungo la costa, nella chiesa di Santa Maria degli Uliveti si trova una statua di San Leonardo attribuita a Jacopo della Quercia.

 

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I CASTELLI DELLA LUNIGIANA   : 

 

Seguendo l’antico percorso della via Francigena, da Montignoso ad Aulla, è possibile visitare gli imponenti castelli che lo arricchiscono: dai castelli Aghinolfi e Malaspina, alla Fortezza della Brunella.

 

 

CASTELLO AGHINOLFI 

CASTELLO AGHINOLFI

 

Castello Aghinolfi, di epoca altomedievale, è l’elemento identificativo di Montignoso. Già frequentato dagli antichi Liguri-Apuani, ha svolto per la sua vicinanza al mare e per il controllo diretto della sottostante via Francigena un eccezionale ruolo strategico nel corso della storia del territorio.

 

 

CASTELLO MALASPINA 

 

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Castello Malaspina, rocca fortificata sorta come struttura militare, domina la città di Massa e la piana sottostante.

Di origine altomedievale, durante il Rinascimento, sotto la signoria dei Malaspina, ha assunto la forma attuale di palazzo-castello, con i suoi imponenti bastioni, più volte modificati nel corso dei secoli per opporsi alla forza della nascente artiglieria. 

 

CASTELLO MALASPINA : ACCADEMIA DI BELLE ARTI

 

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La rocca medievale, castello Malaspina di Carrara, è oggi sede della più prestigiosa istituzione culturale e scolastica della Provincia : L’Accademia di Belle Arti.

 

Fondata da Maria Teresa nel 1769, ebbe grande impulso sotto Elisa Buonaparte Baiocchi, che la trasferì nell’attuale sede, risultato della fusione dell’antico castello medievale con ilpalazzo principesco eretto da Alberico I Cybo Malaspina.

 

FORTEZZA TORRE DI CASTRUCCIO CASTRACANI

 

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La collocazione strategica sulle vie di transito ne favorì lo sviluppo dal mare ai monti e viceversa. Un porto di mare. In questo contesto va collocata la costruzione della fortificazione ad opera di Castruccio Castracani all’inizio del Trecento.

 

CASTELLO DI FOSDINOVO  

 

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Nessun castello più di quello di Fosdinovo dà l’idea che, nel nostro immaginario, ci siamo fatti di un castello. I merli, le torri altissime, la collocazione visibile da ogni dove, le sue stanze e perfino il fantasmaNella storia, quella vera, è stato uno dei castelli Malaspina più importanti, sulla piana di Luni e sulla via che da Luni portava a Lucca.

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Il Castello, feudo di uno dei rami dei Malaspina del Ramo Fiorito dal XIV al XVIII secolo, ha una notevole importanza storica ed architettonica. La costruzione dell’imponente fortezza, che si fonde incredibilmente con la roccia arenaria tanto da farla sembrare scolpita nella pietra viva, ebbe inizio nella seconda metà del XII secolo. Innalzata a dominio e difesa del primitivo Castro di Fosdinovo, nel 1340 venne ufficialmente ceduta dai Nobili di Fosdinovo a Spinetta Malaspina. Egli creò così il marchesato di Fosdinovo risiedendo nel Castello che il nipote Galeotto in seguito ingrandirà e abbellirà.

Nel ‘500, grazie all’opera di Gabriele e poi di Lorenzo Malaspina, il Castello acquistò l’aspetto e la dimensione di corte rinascimentale, mentre nel ‘600, con Jacopo Malaspina, si ingrandì ancora di più fino a contare, nel 1636, ben ottocento “Fuochi”.

Il Castello di Fosdinovo si compone di una pianta quadrangolare con quattro torri rotonde orientate, un bastione semicircolare, due cortili interni, camminamenti di ronda sopra i tetti, giardini pensili, loggiati ed un avamposto verso il Paese detto in antico lo “spuntone”, formidabile strumento difensivo – una sorta di rivellino .

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Protetta anticamente da un ponte levatoio, la porta d’ingresso duecentesca introduce su di un piccolo cortile in puro stile romanico dove una colonna marmorea ne sostiene i loggiati superiori. Dal piccolo cortile dove un tempo si trovavano i cannoni difensivi partono le larghe rampe di scale che conducono al grande cortile centrale. 

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Questo presenta un elegante porticato rinascimentale con colonne in pietra, un pozzo ed un bel portale in marmo cinquecentesco che ci introduce nella visita delle sale del Castello, arredate ed affrescate alla fine del 1800: la Sala d’ingresso, la Sala da pranzo con il grande camino settecentesco e le ceramiche da farmacia del ‘600, la Sala del trono, il grande Salone con gli attigui salotti e la camera del trabocchetto con la sottostante sala delle torture.

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Si racconta che proprio da questa stanza la marchesa Cristina Pallavicini, donna malvagia e lussuriosa, eliminasse i suoi amanti facendoli cadere nella botola situata ai piedi del letto. E proprio i trabocchetti erano una prerogativa del castello. Ne esistevano tre, due nel loggiato che dava sull’orto ed uno nella torre d’angolo. Alla loro base erano infissi affilati coltelli con la punta rivolta verso l’alto, di modo che il disgraziato, una volta caduto dalla botola attivata con una molla, veniva colto immediatamente dalla morte.

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Oltre a questi tremendi strumenti di tortura, ne esisteva un altro ancor più terribile. Si trattava di un braccio di ferro che sporgeva dal muro della torre, ad esso era applicata una carrucola ed un anello murato in terra, collegati da una corda. Il torturato veniva appeso a lasciato penzoloni sotto gli occhi di tutto il paese, finché non fosse morto.
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Nella più antica torre di levante si trova la “camera di Dante” dove, secondo la tradizione, dormì il sommo poeta quando fu ospitato al castello durante il periodo d’esilio. Gli affreschi presenti nel grande salone centrale raffigurano proprio l’antica amicizia di Dante con i Malaspina. La visita del Castello continua ai piani superiori fra innumerevoli altre sale arredate e lungo il camminamento di ronda, sopra i tetti, che offre uno spettacolo panoramico di incomparabile bellezza.

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Il centro culturale del castello propone alle scuole una molteplicità di laboratori per bambini gestiti da professionisti della didattica infantile.

 

Leggi anche : Leggende e Fantasmi del Castello di Fosdinovo 

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FORTEZZA DELLA BRUNELLA

 

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Posti all’incrocio di due fiumi, Magra e Aulella, Aulla e il suo castello devono la loro storia, fin dal IX secolo, a questa collocazione e al confluire della via Francigena, della via del Volto Santo e di altre strade medievali da Parma, Genova, Luni, Lucca.

Attualmente la Fortezza della Brunella ospita il Museo di Storia Naturale della Lunigiana ed è circondata da un parco naturalistico di notevole interesse.

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CASTELLO MALASPINA DI TERRAROSSA

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Il castello Malaspina di Terrarossa, opera fortificata a controllo della viabilità di fondovalle, rappresenta un importante nodo lungo la via Francigena.

Posto sulla strada della probabile antica Rubra, terra di passaggio e di mercato da sempre, dopo il restauro ospita una foresteria ed è sede di convegni.

Il castello fu fatto costruire per volontà di Fabrizio Malaspina, nel secolo XVI, per sostituire le funzioni residenziali di una vecchia fortificazione medievale, situata sopra un’altura che domina la confluenza del Civiglia nella Magra. Nel 1627 per volontà del marchese fu ceduto al Granducato di Toscana, sotto cui rimase fino all’avvento delle armate napoleoniche.
Dopo la fine del ‘700, con la fine del feudalesimo in Lunigiana, al piano terreno furono sistemate stalle, cantine e magazzini e ai piani superiori trovarono alloggio famiglie di fortune modeste.
A partire dagli anni ’80 del secolo scorso si è proceduto ad un recupero e valorizzazione del castello, che oggi nei propri saloni ospita conferenze, convegni e mostre.

 

 

CASTELLO DI TRESCHIETTO

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Il castello di proprietà comunale, oggi, è ridotto allo stato di rudere, ma sono ancora visibili i resti della cinta muraria quadrata e dell’imponente torre cilindrica che la sovrasta.
Di quello che fu il maniero del crudele Marchese di Treschietto, sterminatore di fanciulle, rimangono questi segni materiali e una grande suggestione.

 

LEGGI ANCHE : Il crudele Marchese di Treschietto, sterminatore di fanciulle

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CASTELLO DI BAGNONE

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Un imponente torrione cilindrico di pietra, che domina un borgo mercantile, i suoi ponti ed i suoi portici. La sede di una delle enclaves fiorentine e toscane in Lunigiana, controllo delle strade e dei passi dell’Appennino.
Un borgo moderno, allora, animato da traffici e commerci, da lingue e culture diverse che si incontravano sulla strada, la Via Francigena e la Via del Volto Santo.

 

 

CASTELLO DI CASTIGLIONE DEL TERZIERE 

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Il borgo di Castiglione è dominato dal castello di origine altomedievale.

Nel XIII secolo è annoverato tra i possedimenti dei Malaspina dello Spino Fiorito. Oggi il castello è di proprietà di Loris Jacopo Bononi che lo ha restaurato e ha creato il ‘Centro di Studi Umanistici Niccolò V’; ospita un prezioso archivio e una biblioteca di grande pregio.

 

 

CASTELLO DI MONTI

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Questo castello, all’incrocio tra la Via del Volto Santo per Lucca e la strada che collegava l’Emilia Reggiana con la Via Francigena tramite il passo dell’Abbazia di Linari, ha svolto sin dal Medioevo un importante ruolo di controllo sulla viabilità.
Le diverse testimonianze: maestà e dipinti del Volto Santo, il Tau dei cavalieri di Altopascio, l’antico nome del luogo (Venelia), i ponti e le strade confermano l’importanza di questo sito attraverso i secoli.

 

 

CASTELLO DI BASTIA

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La valle di Venelia è controllata da austeri castelli, il maniero di Monti, quello di Pontebosio, la torre di Licciana ed altre torri.
Ma il più inquietante e medievale, per come il Medioevo abbiamo in mente, è il Castello di Bastia.
Lassù, sul monte, con le torri ai lati e al centro, sembra manifestare il senso della potenza che i castelli trasmettevano alle popolazioni.

 

 

CASTELLO MALASPINA DI COMANO 

CASTELLO MALASPINA DI COMANO

Il castello situato su un colle della Valle del Taverone, rivestì nei secoli un fondamentale ruolo di protezione della sottostante corte rurale, sorta, probabilmente, nell’alto medioevo.
La torre centrale ed il recinto erano un modello di fortificazione.
Oggi, la sua collocazione nello splendido ambiente circostante, nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, sovente punteggiato dai cavalli, rievoca una sensazione antica e suggestiva.

 

 

CASTELLO DELLA VERRUCOLA

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Nel 1418 in una notte estiva Giovanni Maraccio, figlio illegittimo di un Marchese, guidò la strage dei signori Malaspina di Verrucola, assoldato dai Malaspina di Castel dell’Aquila.
Sopravvisse un bambino, Spinetta, figlio del Marchese, che fu l’ultimo feudatario del castello prima del passaggio di Fivizzano a Firenze.
E’ un borgo murato da non perdere.

 

 

CASTEL DELL’AQUILA

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Il Castello dell’Aquila domina dall’alto di un colle il borgo medievale di Gragnola, abitato posto alla confluenza tra i torrenti Aulella e Lucido.
Qui nel 2004 è stato riportato alla luce uno scheletro integro, un cavaliere del XIV secolo, ucciso da un colpo di balestra conficcato in gola. Un caso divenuto protagonista di studi internazionali nel mondo dell’Antropologia e della medicina legale.

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CASTEL DEL PIAGNARO

CASTEL DEL PIAGNARO

Castello del Piagnaro domina la città di Pontremoli  e fin dalle origini, intorno al X secolo, ha rappresentato un punto nodale nel sistema di difesa dell’antico borgo murato, definito nel Medioevo “chiave e porta della Toscana”.

La posizione strategica del castello lo ha reso una fortificazione di fondamentale importanza, sia per la protezione del borgo murato sottostante, sia per il controllo delle strade e delle vallate che conducono ai passi appenninici.

Il castello ha una struttura molto articolata e si sviluppa a partire dall’imponente mastio, che domina la parte più alta e più antica, per arrivare ai massicci bastioni sei-settecenteschi.
Oggi è sede del Museo delle Statue Stele lunigianesi.

 

 

CASTELLO DI MALGRATE

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Dalla piana del borgo fortificato di Filetto si vede un’alta stupenda torre merlata che si innalza sull’abitato di Malgrate.

Con il castello domina una vasta area agricola, tagliata da importanti vie di comunicazione provenienti dalla Cisa, la Via Francigena, e dalla Garfagnana, la Via del Volto Santo. Nel castello e borgo murato nacquero e vissero personaggi illustri: umanisti come Bonaventura Pistofilo e controriformisti, come fra Silvestro Landini.

 

 

CASTELLO MALASPINA DI CASTEVOLI 

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E’ uno dei tantissimi castelli del territorio comunale di Mulazzo.
Il luogo è antichissimo: vi si ricorda, nel 998, una delle quattro pievi documentate per la prima volta in Lunigiana.
Uno degli strumenti di controllo territoriale e stradale della sponda destra del Magra. Sul finire del secolo scorso il pittore e scultore Loris Nelson Ricci e la moglie Erika H. End lo hanno restaurato facendone una sede di arte.

 

 

CASTELLO DI LUSUOLO

 

CASTELLO DI LUSUOLO

Altro bel castello lungo la Francigena, costituì un importante difesa per il sottostante borgo e per l’antica pieve di S. Maria Assunta, detta “la Chiesaccia”. Il complesso attuale, frutto di una riedificazione seicentesca è articolato attorno ad un cortile con pozzo centrale sul quale si affaccia un bellissimo loggiato. Oggi è sede del Museo dell’Emigrazione della Gente di Toscana, dove sono raccolte le memorie di una migrazione epocale dei lunigianesi.

 

 

CASTELLO DI MALNIDO

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Ancora un nome negativo, legato alla strada. Un “mal nido” posto alla testa ed a controllo di una “villa franca”, luogo di commercio, di transito e di pedaggio, sviluppatosi lungo la Via Francigena.
La statua di Dante Alighieri, recentemente innalzata ai piedi del castello, ricorda la frequente presenza del Poeta in Lunigiana e rimanda al tema del viaggio.
Siamo nel cuore della terra dei Malaspina.

LE SPIAGGE  : 

 

Una bella riviera sabbiosa, lunga 20 km, attrezzata con stabilimenti balneari dove non mancano i centri nautici per dedicarsi ai classici sport del mare: vela e windsurf prima di tutto.

 

Marina di Carrara

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Marina di Carrara, grazie al suo Club nautico, di notevole interesse turistico, è stata fucina di campioni che si sono distinti sui campi di regata di tutto il mondo come ad esempio Luca Santella, i fratelli Chieffi a Paolo Bottari. 

 

Marina di Massa

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Marina di Massa, già famosa nei primi del Novecento, divenne la sede di alcuni villini aristocratici, costruiti secondo lo stile Liberty allora in voga. Tra i più significativi si ricordano Villa Corsi, Villa Doria e Villa Franca. Nello stesso periodo sorgeva per accogliere i bagnanti lo storico Hotel Italia. Nel 2009, Piazza Bad Kissingen, simbolo della gemellaggio con la città tedesca, è stata completamente restaurata e offre al turista il bellissimo monumento marmoreo Le Vele realizzato su bozzetto di Pietro Castagna.

 

Ronchi e Poveromo

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Ronchi e Poveromo accolsero, qua e là, ville signorili circondate da vaste pinete e anche pensioni che erano destinate ad un turismo di èlite. Qui – afferma Moravia – mi sento, nello stesso tempo, protetto e dilatato. Le Apuane e le memorie mi difendono dall’infinito; il mare, invece, è la metafora di una infinita apertura.

 

Cinquale di Montignoso

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Cinquale, nota località della Versilia, da sempre meta di illustri personaggi e artisti di ogni tempo, come Enrico PeaGabriele D’Annunzio ed i pittori quali Carlo Carrà e Mino Maccari che qui vissero e trovarono ispirazione.
Il caratteristico porticciolo, che ospita oltre duecento posti barca, offre un bellissimo scorcio sui monti delleApuane. Sul lungomare il monumento alla Linea Gotica ricorda i sanguinosi scontri della Seconda Guerra Mondiale. Risalendo il corso del Fiume Versilia si raggiunge l’ara naturale protetta del Lago di porta, una zona umida costiera di grande interesse gestita dal WWF e Legambiente.

 

 

 

Ricette Tipiche di Massa e di Carrara :

 

 

Un tempo la cucina di questa zone si sarebbe detta povera, oggi invece si è trasformata in ricchezza e varietà di preparazione. Dai semplici ingredienti della terra, sono infatti nate ricette e varianti che hanno contribuito a rendere speciali alcuni piatti tra i più caratteristici della zona come la torta d’erbi, i testaroli o i panigacci.

Il Lardo di Colonnata

Quando si parla di tradizione gastronomica non si può non citare il prodotto tipico p’er eccellenza della provincia di Massa Carrara. Il tipo di marmo più adatto per far stagionare il lardo è appunto il “vetrino”, dove, da settembre a maggio, il lardo viene squadrato e disposto a strati, alternando sale marino e una miscela ricca di erbe aromatiche e spezie. Nel corso di questi sei mesi, grazie ad una lenta e accurata preparazione, nasce questo gustoso e pregiato salume, che Colonnnata ha saputo valorizzare mantenendo le antiche antiche tecniche di preparazione con l’uso del marmo.

Altre specialità culinarie

Per quanto riguarda la coltivazione dl frumento dobbiamo precisare che si limitava al fondovalle, mentre nelle zone montuose l’unica farina che veniva usata era quella ricavata dalle castagne raccolte nei boschi ed essiccate nei metati. I pani, tipici prodotti locali, si producono tutt’orta a VincaAgnino, Signano, Montignoso e Pontremoli. Uno dei più conosciuti è senza dubbio il pane di Casola che vanta anche la meschia, un altro piatto tradizionale formato da polenta e fagioli.

Da abbianare ai formaggi invece è il gustoso miele della Lunigiana, unico marchio D.O.P della categoria, che unisce la dolcezza dell’acacia al gusto del castagno. Tra le coltivazioni agricole tipiche della Lunigiana incontriamo la cipolla di Treschietto, coltivata nei dintorni del castello Malaspina, e il fagiolo del Bigliolo.

Sintesi perfetta di questi prodotti rimane sicuramente la famosa torta d’erbi, che anticamente 

veniva preparata con erbe selvatiche. Infine dobbiamo considerare anche i gustosi piatti di mare, che propongono una preparazione lenta e lavorata, come lo stoccafisso e il baccalà.

 

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