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COSA VISITARE A LIVORNO :

 

Con un buon piano in mano, 24 ore possono bastare per avere un’idea delle principali bellezze di Livorno. Il tutto si può fare comodamente a piedi, ma se volete fare il tour potrete usare tranquillamente i mezzi pubblici. 

 

Livorno è una città ricca di luoghi interessanti che aspettano di essere visitati: non ti resta che indossare delle comode scarpe e di prendere la tua macchina fotografica. Un luogo dove riscoprire tradizioni .

 

Terrazza Mascagni

La Terrazza Mascagni si trova sul lungomare ed è uno dei luoghi più suggestivi di Livorno. La Terrazza Mascagni è una grande piazza delimitata verso il mare; il suo pavimento  costituito da una scacchiera di 8.700 metri quadrati. Se sei un amante dei tramonti e sei alla ricerca del posto perfetto per ammirare Livorno non puoi non fermarti qui. Per gli appassionati di Instagram vi possiamo dire che questo è un luogo gettonato, perciò non ti resta che trovare la giusta luce e la giusta angolazione. 

 

 

 

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Casa Natale di Amedeo Modigliani :

Devi sapere che a Livorno si trova la casa Natale di Amedeo Modigliani e al suo interno puoi trovare una notevole documentazione sulla sua vita, tra cui anche quella proveniente dagli Archives Légales di Parigi.

 

Casa Natale di Amedeo Modigliani

 

L’intera esposizione ripercorre la vicenda artista del grande artista livornese.

 

Livorno La casa natale di Amedeo Modigliani

 

 

Torre del Marzocco: 

 

La Torre del Marzocco si innalza su un basamento a tronco di piramide, rivestita di marmo bianco ed è di forma ottogonale. Sui lati nord e nord ovest puoi trovare ancora scolpiti gli stemmi e le iscrizioni che ricordano i vari comandanti del presidio. Fu costruita per scopi di difesa costiera.

 

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Salendo fino alla sommità potrai ammirare un panorama immenso e potrai vedere le colline di Livorno, Viareggio, Pisa e l’isola d’Elba. Devi, però, assicurarti che sia una bella giornata se no ti sarà più difficile riuscire ad avere questa visione a 360° di ciò che ti circonda.

 

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Il Duomo : 

 

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Il Duomo è anche conosciuto come la cattedrale di San Francesco: è il principale luogo di culto cattolico di Livorno.

 

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Ti suggeriamo di avventurarti anche al suo interno per vedere le bellezze presenti.

 

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Fortezza Vecchia : 

La Fortezza Vecchia si trova a margine del Porto Mediceo di Livorno. La Fortezza risale al secolo XVI quando i Medici avviarono un’importante trasformazione della città.

 

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Potrai trovare al suo interno il cortile d’Arme a pianta quadrata. 

 

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Potrai continuare la visita fino al piano superiore della Fortezza Vecchia trovando il Palazzo Francesco I, il Mastio di Matilde ed altri edifici minori.

 

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Fortezza Nuova

 

La Fortezza Nuova non è da confondere con quella Vecchia.

 

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Si tratta di due posti  differenti. La fortezza Nuova è una fortificazione di Livorno. Puoi trovare in questa zona un grande parco pubblico con una suggestiva veduta sui fossi e sulla piazza della Repubblica.

 

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Piazza Repubblica :

Piazza Repubblica è una delle piazze più importanti di Livorno. Qui confluiscono Via Grande, via Garibaldi e via De Larderei. All’interno della piazza puoi trovare le statue monumento a Ferdinando III e a Leopoldo II di Toscana.

 

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Castello del Boccale :

Il Castello del Boccale è un grande maniero di Livorno, situato a sud del quartiere di Antignano. Si trova a breve distanza dalla torre di Calafuria e dal Castello Sonnino. Si tratta di una residenza privata e l’accesso è riservato. Guardandosi  intorno però si può ammirare un panorama mozzafiato degno di essere fotografato.

 

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Fosso Reale

Il Fosso Reale di Livorno è un vero fossato che in origine seguiva il perimetro della città fortificata e che in seguito ha perso la sua funzione difensiva.

 

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Monumento dei Quattro Mori:

Il Monumento dei Quattro Mori è uno dei simboli di Livorno ed è una tappa immancabile nel proprio itinerario mentre si visita la città. Il Monumento dei Quattro Mori fu costruito per volontà di Ferdinando I, il fondatore di Livorno, per celebrare i trionfi riportati contro i corsari barbareschi.

 

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Museo civico Giovanni Fattori, nel cuore dei macchiaoli :

 

 

L’ottocentesca Villa Mimbelli è sede del  Museo Civico Giovanni Fattori , e basterebbe da sola a soddisfare i visitatori. Decorazioni, arredamenti, mobili e tendaggi richiamano immediatamente lo stile dell’epoca a cui risale il luogo che dal 1994 ospita il museo, istituzione che ha raccolto insieme un importante patrimonio artistico precedentemente sparso in diverse sedi.

 

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All’interno delle sale ricavate con un’attenta ristrutturazione, trovano spazio principalmente quadri di origine livornese e toscana, a partire da artisti come Enrico Pollastrini, Guglielmo Micheli, Ulvi Liegi, Oscar Ghiglia, Giovanni Bartolena e Mario Puccini.

 

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È al secondo piano del museo, però, che si trovano i quadri più importanti, con le splendide opere di Fattori, di altri esponenti della scuola dei Macchiaioli come Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca e Giovanni Boldini, e qualche altra sala dedicata ai Postmacchiaioli e i Divisionisti.

 

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Visitare l’Accademia Navale di Livorno e la nave scuola Amerigo Vespucci :

 

La nave scuola Amerigo Vespucci

Pur essendo un luogo destinato all’istruzione e la formazione, l’Accademia Navale può essere visitata dal pubblico, che potrà scoprire così un aspetto poco conosciuto della vita militare e vedere da vicino alcuni luoghi ricchi di storia del nostro Paese. Le visite sono guidate e si snodano attraverso la Sala storica, la Galleria Allievi, la Cappella, il Piazzale Allievi, il Brigantino interrato, la Biblioteca e il Palazzo Studi.

 

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L’ingresso per le visite all’Accademia Navale si effettua attraverso il Cancello San Jacopo, situato in viale Italia 72.

 

 

Storia e funzione dell’Accademia Navale di Livorno

A Livorno ha sede il principale ente universitario di formazione italiano per chi aspira a diventare Ufficiale della Marina Militare: l’Accademia Navale. Una struttura storica non solo per la sua centenaria funzione, ma anche per i luoghi su cui è stata edificata. Il complesso originario, infatti, sorge sull’area del Lazzaretto di San Jacopo, il luogo che veniva utilizzato per la quarantena dei marinai provenienti dai mari di Levante. Questa parte dell’Accademia venne inaugurata nel 1881, grazie soprattutto alla volontà dell’Ammiraglio Benedetto Brin che volle unificare la Scuola Navale del Regno di Sardegna, che aveva la sua sede nella città di Genova, e quella Borbonica, con sede a Napoli, diventando in questo modo un simbolo dell’unità nazionale. Successivamente, nel 1913, il complesso si ampliò arrivando a estendersi anche nella zona del Lazzaretto di San Leopoldo.

 

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Negli anni segnati dalla Seconda Guerra Mondiale, l’Accademia dovette abbandonare la sua sede e trasferirsi prima a Venezia e, quindi, a Brindisi. Dopo tre anni, però, fu finalmente possibile farla tornare alla sua originale sede livornese, anche se i pesanti bombardamenti subiti imposero la necessità di un’imponente opera di restauro che non solo ne ripristinò l’aspetto originario e le sue funzioni, ma potenziò notevolmente le sue infrastrutture, con l’aggiunta, per esempio, nel 1966, del Palazzo Studi, sede, oggi, dei laboratori scientifici e delle aule specialistiche.

 

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Attualmente, l’Accademia può contare su una superficie di 215 mila metri quadrati, aprendosi verso il mare con un fronte che misura quasi due chilometri. All’interno trovano spazio laboratori, dormitori, piscina, palestra, biblioteche e, naturalmente, le aule dedicate alla formazione.

 

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Non mancano, però, anche il cinema e l’auditorium, per quella che può davvero essere definita come una piccola cittadella completamente dedicata alla vita militare della Marina, che accoglie più di 1.200 persone tra Allievi Ufficiali e Ufficiali.

La formazione di base è volta all’istruzione dei giovani che vogliono diventare Ufficiali in Servizio Permanente Effettivo della Marina Militare. Ci sono, però, anche corsi per l’istruzione professionale di chi desidera prestare un servizio in Marina a tempo determinato e di chi aspira al ruolo di pilota di complemento. Non mancano corsi di perfezionamento e formazione per diverse altre tipologie di militari. L’Accademia, inoltre porta avanti diverse attività di ricerca e di studio a livello universitario, come è logico che sia per quanto riguarda i settori della cultura di preminente interesse della Marina Militare.

 

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Nei suoi 120 anni di vita e più, da queste aule sono usciti più di 8000 Ufficiali dei corsi normali e qualcosa come 25 mila Ufficiali provenienti dai corsi di complemento. A questi si aggiungono i circa 2000 Ufficiali a Nomina DirettaL’insegnamento segue da decenni l’antica e rigorosa tradizione che educa al senso del dovere, alla disciplina e al culto della Patria e dell’Onore. I ritmi di lavoro sono intensi e molto ben scanditi, alternano momenti di studio alla pratica sportiva e gli altri aspetti della vita militare.

 

Una meraviglia di bellezza ed efficienza:  l’Amerigo Vespucci

 

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Il vero fiore all’occhiello dell’Accademia, però, ammirato e invidiato dalle marine militari di tutto il mondo, è l’Amerigo Vespucci, il famoso veliero e Nave Scuola della Marina Militare, più volte definita come la nave più bella del mondo. Questa storica imbarcazione, varata ufficialmente nel 1931 e , caratterizzata dai suoi tre alberi, il principale dei quali raggiunge i 54 metri di altezza, è regolarmente usata per la formazione degli allievi ufficiali.

Proprio per la sua natura di nave scuola, l’Amerigo Vespucci è per la maggior parte dell’anno impegnata in mare in attività di navigazione. Quando, però, attracca nel porto di Livorno, è possibile visitarla, scoprendo l’incredibile fascino di un veliero d’altri tempi, perfetta sintesi della tradizione di una volta e della modernità della vita militare di oggi.

 

Nave Amerigo Vespucci, con gli allievi del primo anno dell'Accademia Navale a riva dei pennoni, fa rientro in porto a Livorno al termine dei tre mesi di campagna addestrativa estiva 2013-09-19 © Massimo Sestini Amerigo Vespucci, with students of the first year of the Naval Academy to the shore of the spars, is returning to port in Livorno at the end of the three months of the campaign addestrativa summer 2013-09-19 © Massimo Sestini

L’acquario di Livorno :

 

Girando le spalle al mare, invece, nello stesso contesto della Terrazza Mascagni, si possono vedere i locali dell’Acquario di Livorno, altro luogo della città che merita indubbiamente una visita.

 

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Si tratta del più grande acquario della Toscana, capace di contenere 2 mila animali di 300 diverse specie. Entrare in questo luogo significa immergersi fisicamente all’interno del Mediterraneo, scoprendone le caratteristiche naturali peculiari, ma anche la sua storia e i suoi tesori.

 

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Al piano terra, dodici nuove vasche sono interamente dedicate alle bellezze del “Mare Nostrum” e alla scoperta di tutte le sue biodiversità. Più “locale” è invece la sezione dedicata alla Costa degli Etruschi, quel tratto di litorale che ha in Livorno uno dei suoi snodi principali. Qui la presenza di una vasca tattile permette di toccare letteralmente con mano alcuni pesci come le razze.

 

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Ma il viaggio marittimo continua e si spinge ben oltre, con la grande vasca Indo-Pacifica dalla capacità di circa 300 mila litri di acqua; i variopinti colori del Mar dei Caraibi; il più nostrano litorale ligure; la zona delle acque tropicali e l’Area Marina Archeologica Greco – Romana con il relitto di una nave romana.

 

L’indirizzo dell’Acquario di Livorno è Piazzale Mascagni, 1.

COSA MANGIARE A LIVORNO

 

 

Piatti Tipici Livornesi:

 

Storia e gloria del cacciucco, del pesce e altre tipicità da assaggiare…

 

Cacciucco alla livornese :

 

 

CACCIUCCO PIATTO TIPICO LIVORNO

Tra i posti più economici in Toscana dove mangiare del buon pesce fresco c’è sicuramente Livorno. Ma prima di presentare i vari piatti tipici della città, vale la pena contestualizzare meglio la sua storia enogastronomica: darà spessore ai buoni piatti che mangerete in città e ottimi spunti di conversazione durante le vostre vacanze a Livorno.

La cucina livornese è una cucina rissosa e popolaresca come, un tempo (stiamo parlando del XVII e del XVIII secolo) era la sua gente. A prescindere dal fatto di condividere o meno questo illustre parere, bisogna ammettere che la tradizione gastronomica rispecchia la storia di una città.

Livorno, in seguito all’emanazione della Costituzione Livornina, richiamò gente da ogni angolo del Mediterraneo. E, ovviamente, queste persone, si portarono dietro anche le proprie usanze gastronomiche che andarono ad abbracciare e a fondersi, in molti casi, con la cucina locale. Una cucina povera, semplice, frutto dell’arte di arrangiarsi e basata, in particolar modo, sui prodotti del mare.

Livorno è una splendida città di mare. Non stupisce, dunque, che il re delle tavole sia il pesce, spesso accompagnato da pomodori. La città toscana, grazie agli ebrei sefarditi (ossia iberici) fu la prima città ad utilizzare questo ortaggio. I piatti simbolo della città di Livorno vedono come ingredienti chiave proprio il pesce ed il pomodoro.

Il Cacciucco (o caciucco, con disappunto dei locali) è forse il piatto più tipico e noto della città. Le origini di questo squisito piatto a base di pesce si perdono nella notte dei tempi. Una leggenda narra che già i Fenici lo preparavano! Un’altra, più probabile, lega la nascita del Cacciucco ad una disgrazia in mare. Per aiutare la famiglia di un povero pescatore, i suoi compagni donarono un pesce diverso: chi un polpo, chi una seppia, chi un calamaro…Con i diversi pesci, la vedova, preparò ai figli una zuppa che portò in tavola con delle semplici fette di pane.

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La ricetta originale prevede che il cacciucco venga preparato con ben sedici ittiche diverse: seppia, polpo, grongo, murena, palombo, cappone,bavosa, boccaccia, cicala, gallinella, ghiozzo, anguilla, sugarello, dentice, scorfano e branzino. Non essendoci un’unica e sola ricetta, nella buona parte dei casi, però ci si basa sul pescato di giornata e ci si limita a mettere esemplari di molluschi (sua cefalopodi sia bivalvi), crostacei, squali a tranci e tradizionali pesci da zuppa (come lo scorfano, il cappone e la gallinella). Immancabile, per apprezzare a pieno il Cacciucco, è un buon bicchiere di vino. Rigorosamente rosso.

Baccalà alla Livornese :

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Altro piatto della tradizione gastronomica livornese è il baccalà alla livornese, preparato con il sugo di pomodoro. Le origini di questo prelibato piatto sono molto antiche. Con ogni probabilità deve la sua nascita all’introduzione del pomodoro. Preparare questo baccalà a regola d’arte non è molto semplice. Bisogna fare attenzione ad ammollarlo per bene e di fare in modo da eliminare tutto il sale.

Triglie : 

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Orgoglio della cucina livornese sono anche le triglie. Le triglie alla livornese, sono un secondo piatto leggero e gustoso, che vede protagonista un pesce ricchissimo di sali minerali, fosforo, magnesio, selenio e vitamina A.

Cuscussù :

Meno conosciuto, ma ottimo è il cuscussù, variante livornese del Cous Cous, Introdotto dagli ebrei, viene preparato con minestrone di verdure e polpettine, preferibilmente di vitellone.  

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“cinque e cinque” : 

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Chi visita la città non può non gustare il “cinque e cinque”: una focaccia di pane francese ripiena di torta di ceci così chiamata dal detto tradizionale “cinque soldi di pane e cinque soldi di torta”. 

Vino : 

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Un buon pranzo, o una buona cena, non è tale senza un bicchiere di vino. In zona ci sono alcune varietà buonissime, come ad esempio Il Bolgheri o il Sassicaia (quest’ultimo può essere molto costoso: oltre 100€ a bottiglia) e più in generale tutti i vini che provengono dalla costa degli etruschi.

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Ponce alla livornese :

Nei mesi invernali, per scaldarsi, assaggiate anche il Ponce alla livornese, bevanda calda a base di caffè e rum, derivante dal punch inglese con influenze sudamericane per il rum e arabe per il caffè.

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Tra i liquori sono da provare il Sassolino, simile all’assenzio, la forte Persiana a base di anice e menta e il Tuaca dall’aroma fragrante

 

 

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Ricette Tipiche Livornesi 

 

Cacciucco alla livornese :

CACCIUCCO PIATTO TIPICO LIVORNO

La cucina livornese è una cucina rissosa e popolaresca come, un tempo (stiamo parlando del XVII e del XVIII secolo) era la sua gente. A prescindere dal fatto di condividere o meno questo illustre parere, bisogna ammettere che la tradizione gastronomica rispecchia la storia di una città.

Livorno, in seguito all’emanazione della Costituzione Livornina, richiamò gente da ogni angolo del Mediterraneo. E, ovviamente, queste persone, si portarono dietro anche le proprie usanze gastronomiche che andarono ad abbracciare e a fondersi, in molti casi, con la cucina locale. Una cucina povera, semplice, frutto dell’arte di arrangiarsi e basata, in particolar modo, sui prodotti del mare.

Livorno è una splendida città di mare. Non stupisce, dunque, che il re delle tavole sia il pesce, spesso accompagnato da pomodori. La città toscana, grazie agli ebrei sefarditi (ossia iberici) fu la prima città ad utilizzare questo ortaggio. I piatti simbolo della città di Livorno vedono come ingredienti chiave proprio il pesce ed il pomodoro.

Il Cacciucco (o caciucco, con disappunto dei locali) è forse il piatto più tipico e noto della città. Le origini di questo squisito piatto a base di pesce si perdono nella notte dei tempi. Una leggenda narra che già i Fenici lo preparavano! Un’altra, più probabile, lega la nascita del Cacciucco ad una disgrazia in mare. Per aiutare la famiglia di un povero pescatore, i suoi compagni donarono un pesce diverso: chi un polpo, chi una seppia, chi un calamaro…Con i diversi pesci, la vedova, preparò ai figli una zuppa che portò in tavola con delle semplici fette di pane.

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La ricetta originale prevede che il cacciucco venga preparato con ben sedici ittiche diverse: seppia, polpo, grongo, murena, palombo, cappone,bavosa, boccaccia, cicala, gallinella, ghiozzo, anguilla, sugarello, dentice, scorfano e branzino. Non essendoci un’unica e sola ricetta, nella buona parte dei casi, però ci si basa sul pescato di giornata e ci si limita a mettere esemplari di molluschi (sua cefalopodi sia bivalvi), crostacei, squali a tranci e tradizionali pesci da zuppa (come lo scorfano, il cappone e la gallinella). Immancabile, per apprezzare a pieno il Cacciucco, è un buon bicchiere di vino. Rigorosamente rosso.

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